Registrati
Ti sarà inviata una password per E-mail

Fonte: http://www.resumenlatinoamericano.org/2017/04/21/opinion-del-dominicano-matias-bosch-sobre-venezuela-que-curiosa-es-esa-dictadura/

Lettera di Matias Bosch:

È davvero una cosa curiosa la “dittatura madurista” denunciata da Henrique Capriles, Henry Ramos e Julio Borges. Mentre tutti i paesi governati da dittature sono stati punti di partenza di emigrazioni di massa, il Venezuela risulta al primo posto come paese che riceve immigrazione di massa da un paese vicino. Si tratta dei colombiani. C’erano già 5,6 milioni di colombiani in Venezuela, ma lo scorso anno ne sono arrivati altri 100 mila, e nel 2017 ancora altri 30 mila.

Il governo autoritario del Venezuela è così brutale, che la gente che critica il governo è sistematicamente convocata in piazza dai massimi dirigenti dei partiti di opposizione. Pare che non siano mai abbastanza soddisfatti, così hanno deciso di assaltare e bruciare l’Istituto Nazionale della Nutrizione, la metropolitana di Caracas, un ospedale pediatrico e sparare con armi da fuoco sulla polizia.
Chissà se costoro hanno mai sentito parlare del coraggio mostrato dai Maya perseguitati nel Guatemala di Rios Montt?
Si può pensare che le Madri e le Nonne di Plaza de Mayo brucerebbero anche un solo parco pubblico in Argentina?
Interessante che nella Repubblica Dominicana tra il 24 e il 26 aprile 1984 sono state uccise 46 persone e il ferimento di 185 altri (ufficialmente sottostimato) per mano della polizia e militari, solo per cercare di procurarsi il cibo e difendersi contro la violenza di stato?
Strano notare che la giovane Paola Ramirez, uccisa da un colpo di arma da fuoco a Tàchira, non è stata vittima della polizia o dei “collettivi chavisti ” (come riferiscono tutti insieme i media) ma da una pistola che ha sparato da uno degli edifici adiacenti, dove erano schierati i manifestanti dell’opposizione a Maduro.

La tirannia di Maduro è così seria, così grave, che esiste l’opposizione; e che l’opposizione ha potuto vincere le elezioni legislative, ha preso la maggioranza nel parlamento, svolge liberamente le sue manifestazioni. È sostenuta da giornali, stazioni televisive, canali radio e tv etc. Gli oppositori viaggiano dovunque, vanno all’estero e sono ricevuti dall’Organizzazione degli Stati Americani.

Data la crudeltà del governo del Venezuela, il Segretario Generale dell’OEA, Luis Almagro, è stato costretto ad intervenire denunciando la “rottura dell’ordine costituzionale”. Chissà se si ricorderà dell’Honduras, dove c’è stato un colpo di stato nel 2009 e dove circa 120 attivisti ambientalisti sono stati uccisi?

Maduro e Chavez sono stati due satrapi davvero feroci, che hanno stanziato il 60% del bilancio pubblico per la spesa sociale, e hanno creato la Missione Barrio Adentro, il programma che ha permesso alla popolazione dei quartieri e delle campagne venezuelane l’accesso alle cure sanitarie. Un’istituzione che ha già realizzato più di 1300 milioni di visite mediche, tutte gratuite e garantite. Più o meno come nella Repubblica Dominicana, dove, fra gennaio e marzo 2017, più di 300 bambini sono morti a causa per lo più di infezioni contratte negli ospedali dove sono nati. Per non parlare dei 5.700 bambini che sono morti in un unico ospedale pubblico tra il 2006 e il 2012. Lo stesso vale per le 300 mila donne peruviane indigene forzatamente sterilizzate in epoca di Fujimori, il tutto nella più assoluta impunità.

Contro un despota come Maduro e compagnia, Leopoldo López è Gandhi e Lilian Tintori sembra essere la moglie di Mandela o Martin Luther King. Con la differenza che Tintori ha  sostenuto apertamente una  campagna  a favore di Guillermo Lasso che ha vinto le elezioni in Ecuador, lo stesso  Lasso accusato di bancarotta che ha lasciato il suo paese non appena terminato i suoi affari, e ha investito fortune nei paradisi fiscali. Quando vedete Tintori fotografata con Peña Nieto, con la Trump e Macri, si dice “fortunata”,  quando  sono state ricevute  qualsiasi vedove di Presidente politici giustiziati in Guatemala, Colombia o in Argentina? Quando Peña Nieto ha fatto una foto con una delle madri, sorelle o amiche dei 43 desaparecidos Ayotzinapa?

Sicuramente, molti venezuelani hanno motivi per essere critici e per non essere d’accordo con il loro governo. Ma quella “opposizione” messa in piedi dai Capriles, Borges, Tintori, Lopez, Ramos Allup, inganna la memoria storica del suo paese e quella dell’America Latina ogni volta che utilizza la parola “dittatura” per giustificare la sua ambizione, e la sua sete di potere.
[]
1 Step 1
Riproduzione

Gli articoli apparsi originariamente su questo sito possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla, che si specifichi la fonte – il sito web Spaccanapoliblog http://www.spaccanapoliblog.it – e che si pubblichi anche questa precisazione. Per gli articoli ripresi da altre fonti, si consultino i rispettivi siti o autori.

Previous
Next

Facebook Comments

Scrivi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi