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La forza del virtuale, la magia dei social, l’illusione del web.

La precaria situazione sociale, unita alla decadenza culturale non può che far emergere sempre più la mediocrità delle informazioni recepite da internet.

Alla base di tutto vi è un macabro meccanismo che riesce a far sentire qualsiasi comune mortale, un pluridecorato critico o un abile imprenditore, senza possedere, nella maggioranza dei casi, alcun titolo o conoscenze a riguardo; ma puoi  farlo, puoi denigrare stimate attività o giudicare dipendenti qualificati, nessuno te lo vieta nè nessuno indaga sulla veridicitá di ció che si scrive eppure nella nostra società consumistica sembra che si dia sempre più importanza a tali assurdità.

É esplosa la moda “TripAdvisor” sostituendo il vecchio ma veritiero “passaparola” ed eludendo il fascino della scoperta. Come in ogni cosa siamo sempre più tendenziosi ad apprendere e imitare usi e costumi Statunitensi e proprio come loro siamo sempre meno attenti alla sostanza e sempre più deviati da input e mendaci informazioni figli di questi precursori delle moderne tendenze, scaturite da miserabili fini speculativi.

Il meccanismo è semplice, accessibile a tutti: ti registri e crei il tuo account, digiti il nome del locale che vuoi recensire e puoi dire tutto ciò che ti va. Detto ciò è opportuno fare determinate considerazioni :

– ciascun utente può creare un’ infinità di account.

– la concorrenza è libera di poter infangare, grazie a finte recensioni negative, i propri rivali.

– ognuno è libero di scrivere in modo positivo del proprio locale suggerendo ad amici e parenti di fare lo stesso.

– semplici divergenze con un dipendente sfociano in pessime considerazioni sull’intera attività.

– spesso ci si imbatte in critiche assolutamente insensate e fantasiose frutto della piattezza culturale dell’utente.

Ma a riassumere tutto vi è il leggendario motto “tutto ha un prezzo”, si proprio così, vuoi recensioni positive ? TripAdvisor ti vende il pacchetto.

tripadvisor_nel-mirino

Questa disinformazione totale non fa altro che rendere sempre più degradato il nostro habitat: i nostri sapori stanno cedendo  sempre più posto  a prodotti scadenti ma garantiti da marchi di multinazionali, la nostra antica accoglienza sta scomparendo del tutto facendo in modo che aspettiamo il nostro turno con un numero nelle mani e un monitor che segnala con un beep il nostro momento,  la nostra critica verbale, costruttiva e veritiera, lascia il posto a fredde e maligne recensioni scritte su TripAdvisor.

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