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Sempre più spesso continuo a chiedermi se questa volontà di voler chiudere gli occhi,  negando l’evidenza, sia una patologia congenita del popolo occidentale o solo frutto di una minuziosa manipolazione dell’informazione.

Credo che la prima ipotesi sia quella più accreditata poiché, dinanzi a una realtà così lampante, neanche gli sforzi dei tanto prezzolati giornalisti (se così possiamo definirli) dovrebbero aver effetto.
L’incontestabilità della matematica neanche riesce a contrastare tale patologia e come perfette pecore chiniamo il capo accettando tutto ciò che ci suggeriscono media e servi di regime.

Il terrorismo di coloro che compiono atti vili e spregevoli in nome di Allah sembra proprio che sia molto più inquietante di quello condotto  da fanatici in divisa  che, su ordine di governi e sostenuti dall’informazione, devastano intere popolazione in nome del dio denaro.
I primi sono terroristi, i secondi sono eroi!

Sembra proprio che questa violenta propaganda mirata a diffondere terrore e panico,  faccia in modo che ci privino finanche della forma primordiale del principio dell’essere, il pensare; non ci chiediamo più il perché, illudendoci, forse volutamente, che la risposta è riposta in quei mediocri programmi di informazione occidentali.

La reazione è un istinto naturale, presente in tutte le specie animali, ma per quanto ci riguarda, distinguendoci per una ragione teoretica, dovrebbe essere modellata da  etica e buon senso; in virtù di tale concetto ci prodighiamo a giudicare individui, popolazioni e religioni senza preoccuparci minimamente se l’offesa che provoca tali “insensate” reazioni sia composta o meno dalla medesima etica tanto decantata da noi civilissimi occidentali.

Prima di preoccuparci di capire se la matrice del terrorismo “moderno” che investe Europa e Stati Uniti sia di natura religiosa dovremmo preoccuparci della natura delle azioni militari che svolgono tali paesi in altri territori.

Seppur la propagazione di tali notizie non è casualmente generata e promossa dai media di regime è palese che interventi e invasioni in Iraq e Afghanistan siano stati garantiti e generati da una mendace propaganda politica che si prodigava di spaventare il popolo con fasulle armi chimiche, di distruzione di massa e fantasiosi collegamenti tra governi e cellule terroristiche, successivamente tutto smentito da rapporti ufficiali,  avviando un automatismo mediante il quale dovremmo elaborare una semplice domanda retorica: saranno scopi geopolitici o di sfruttamento di risorse a dar vita a tali invasioni?

Il risultato?
In Iraq tra guerra e occupazione sono state accertate circa mezzo milione di vittime, in Afghanistan circa centomila, in Syria il conteggio è ancora in atto.
Straziante ma categorico menzionare che tra le vittime ci sono bambini, anziani, famiglie e vere e proprie etnie.

La spinta di tali interventi bellici da parte dei nostri governi non gode del beneficio dell’infermità mentale di un credo religioso, né di un misericordioso intervento a tutela del popolo ma semplicemente frutto di una richiesta pervenuta da un sistema fallimentare contaminato da consumismo e follia ove il Denaro funge da guru indiscusso.
Chi non è vittima del vaccino mediatico occidentale ne è ben a conoscenza e si ritrova spesso senza una casa, una famiglia o un arto per il semplice fatto di non aver concesso tacitamente il consenso allo sfruttamento del proprio territorio.
Le vittime innocenti in Europa provocate dal terrorismo, definito dai media di regime “islamico”, sono 598 ma in una società sana e di principi etici questo numero andrebbe addizionato alle milioni di vittime provocate dai nostri governi.

Né religioni, né democrazia sono la causa di tale oscenità.
Il Denaro lo sa bene.
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