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Ho sempre avuto la fortuna di viaggiare tantissimo, e negli ultimi anni, ho vissuto lontano dalla mia città.

Non avrei mai pensato che, una scena di un film, mi balenasse così tante volte nella mente negli ultimi tempi.

 

Un film che risale a ben 35 anni fa, ma che sotto alcuni aspetti, risulta essere di grande attualità.

Premettendo che esiste un accanimento mediatico con effetti devastanti, una completa assenza di conoscenza storica, e un sentito dire con effetto domino catastrofico, si giunge spesso a

conclusioni ovvie e scontate sulla mia città.

Molti , pur non essendoci mai stati, ne parlano come se conoscessero anche  i vicoletti più nascosti , narrando storie che fanno invidia persino a Tarantino ;

Con il rafforzativo di NOI e VOI tanti, si sentono il “Benito” di turno ,e con i “purtroppo” e “capisco” i Che Guevara d’altri tempi.

Non dimenticherò mai la scena, quando a natale di qualche anno fa, decido di far felice la mia ex , trascorrendo la festività da una sua parente a “serravalle” (repubblica di san marino).

Dopo le presentazioni e qualche battutina per rompere il ghiaccio , il padrone di casa esordisce chiedendomi come facciamo noi a napoli a procurarci  schede clonate di sky, rispondendolo con lo

stesso sorrisino stampato sulla faccia ,gli rispondo che non ne ero a conoscenza, anche perchè ero stato inviato in missione dalla camorra partenopea, per apprendere informazioni dalle banche di

quelle parti su come ripulire il denaro sporco (lasciando perfettamente intendere il mio pensiero).

Iniziamo il pranzo, con pietanze di uso e costume san marinesi, ed ecco che come già avevo messo in conto, la moglie del curioso di sky ci tiene a farmi sapere che aveva visitato napoli in viaggio

di nozze, o meglio aveva passeggiato a piedi dal porto al teatro San Carlo, ma ,con il sorriso simile ad un esattore di equitalia che bussa alla porta, è ritornata di corsa alla nave poichè aveva notato

facce poco raccomandabili aggirarsi in quella zona; A quel punto inizia la mia conta mentale, che in genere adotto per evitare reazioni impulsive, così dopo aver bevuto un sorso d’acqua per

recuperare più tempo, faccio il  possibile per risultare carino : Immagino Signora, lei avendo la fortuna di vivere in un grazioso paesino di circa 10 km², e con circa 10.000 abitanti (il più popoloso

di san marino), quando va in giro per le stradine a far spesa, incontra sempre la stessa gente, per cui è normale che passeggiare in una città di circa 3.000.000.000 di abitanti, le può risultare

pericoloso o meglio strano; continuo dicendo, pensi solo che gli abitanti di tutta la repubblica dove lei risiede sono 31000, neanche pari ad un quartiere di napoli. Come di consueto appena

finisco di parlare mi rendo conto dell’inutilità delle parole dette, magari se avessi raccontato che quei tipi loschi sono nulla rispetto ai dinosauri che si aggirano nei vicoletti di via Toledo

mi avrebbero seguito con più simpatia.

Purtroppo comune denominatore è proprio questo rifiuto di capire lo stato di cose, il rifiuto di paragonarla a città come Roma o Milano.

Napoli per molti (forse tanti) è solo strade con spazzatura,  gente senza casco, finti telefoni venduti per iphone, ma quella che adorano dire di più con il sorriso stampato in viso, è che in macchina,

al semaforo, si va con il rosso

Devo anche ammettere che nel cercare di capire le categorie  di persone che asseriscono queste fantasie, ritrovo spesso punti in comune, riuscendo a dividerli per categorie  :

  • uomo tra i 60/70 anni, massimo 5° elementare, risiedente in piccola comunità di paese (montagna o pianura), mai stati a Napoli
  • uomo o donna tra i 35/55, diploma in ragioneria, statale o assunto in grandi magazzini, risiedenti in paesini quasi sempre sconosciuti che purtroppo per varie ragione hanno viaggiato solo 2 volte (3°media e viaggio di nozze)
  • uomo di tipo “so tutto io” risiedente in varie parti d’italia che a prescindere da tutto inizia i pensieri con, “lo so bene io”, “funziona così”, “a me non mi fregano”

A parte questa ironia che cerca di nascondere una gran rabbia interna è veramente deprimente ritrovarsi a difendere una città che possiede  un garbo ed una gentilezza d’animo unica (come

afferma anche Mastroianni) .

Per non parlare delle Università, della Storia, dei suoi Primati, di ciò che ha subito dall’invasione Piemontese.

Oltre a doversi adoperare per i problemi che ha generalmente una metropoli deve anche difendersi da gente che non sa neanche di cosa parla.

Io la amo e purtroppo quando sento parlare di lei è come se parlassero di mia madre.

 

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