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Quest’ombra tetra e sadica proiettata da questo sfrenato consumismo dilaga, riuscendo a  penetrare in ogni angolo delle nostre vite, adoperando persino i bambini come esca per i propri business.

Un tempo andare con i propri figli, con i  fratelli o con amici in un parco divertimenti, risultava senza dubbio uno di quei puri momenti  di svago pieni di  sorrisi e approvazione; oggi  sono riusciti a distruggere anche questo.

Dobbiamo trovare il tempo di ragionare, è imperativo e categorico, diversamente continueremo sempre più a perderci in strade cupe e senza uscita.

In cosa sono stati mutati questi magici momenti?
Semplicemente in un’ incessante induzione al consumo:

– solo per raggiungere questi parchi (data la loro ampiezza, sono ubicati spesso lontani da centri urbani) bisogna viaggiare spesso per ore, primo obiettivo benzina.

– Il parcheggio, naturalmente a pagamento, diventa sempre più caro; quanto più si voglia parcheggiare  in prossimità dell’ingresso, tanto più bisogna pagare.

– Il geniale e satanico marketing fa la sua parte, riesce a tramutare cibo alienante firmato USA in allettante, sollecitando la fame e facendo ritrovare per magia cheeseburger ad ogni angolo.

– Non basta pagare l’ingresso, eh sì magari! Occorre sborsare per ogni attrazione e, se si vuole evitare la fila, si ha la possibilità di acquistare il fantastico braccialetto Vip. In tal senso aiutano ad educare i bimbi alla primaria importanza dei quattrini; infatti il messaggio è subito percepibile : anche essendo  rispettosi e calmi,  attendendo il proprio turno in fila, al nostro fianco sfreccia il maleducato che grazie al “papino” riesce ad entrare prima di noi.

– E appena  terminata la fantastica corsa, profumatamente pagata, ecco che all’uscita ritroviamo le foto da acquistare e magari rivediamo il moccioso di prima che, senza esitazioni, si appresta ad acquistarne una.

Questo è il degrado che oramai passa impunito dinanzi i nostri occhi; luoghi che dovrebbero essere privi di contaminazioni risultano rappresentare in toto i primi passi per abituare i più piccini alla tipologia di società alla quale andranno incontro.
Famiglie che devono chinarsi e ammutolire dinanzi alla grandezza della pecunia.
Padri che tacitamente si umiliano nel cercare di deviare richieste da parte dei figli narcotizzati da un’ invadente pubblicità.

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