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a cura di: Emma S. e Alex DeLarge - moderatrice: Ivana Migani

“La Famiglia come l’abbiamo conosciuta esisterà sempre meno”.

Sono le compiaciute parole pronunciate  da un Ministro del nostro bel Paese che, a mio avviso, risultano inquietanti e in cui la stessa sintassi è volutamente alterata.
Sarebbe eticamente più corretto dichiarare: “la tipologia di società che si sta forzatamente attuando è in totale contrasto con i valori della Famiglia tradizionale”.

Il nostro sistema capitalistico vive una fase critica, vengono alla luce oramai falle e continui controsensi, e persino chi non possiede titoli in merito ne intuisce il fallimento.
La cosa più preoccupante è che lo Stato, il cui compito dovrebbe essere quello di custodire e tutelare l’identità sociale, attuando riforme e provvedimenti in proposito, sembra proprio che cerchi di annientarla per salvaguardare il sistema assuefatto dal denaro, trasformadoci da cittadini in consumatori.
Anche se apparisse insensato, negli ultimi anni stiamo assistendo a un totale attacco che demolisce la genesi di qualsiasi valida società poiché è la Famiglia la prima comunità a inserirci negli ulteriori contesti sociali.
Anche la nascita di nuovi generi e tendenze, tanto di moda ultimamente, non sono altro che un’ulteriore campagna avversa, poichè dove esiste una reale voglia di unione, a prescindere dal sesso, è completamente paradossale volerlo a tutti i costi conformare legittimando un accordo legale.

E’ consuetudine che in una Famiglia sana e generalmente equilibrata si educhi la propria prole con disciplina e un senso morale coerente, concezione utilitarista che si contrappone profondamente a  una tendenza liberalista sempre più forte.
Il consumismo moderno ha bisogno di un pubblico che, narcotizzato e piegato dal vizio, perde definitivamente il senso del limite e dei valori, abbandonandosi a una vita “istintuale” da consumare nella ricerca di un edonismo egoistico.
Non a caso film e serie tv, principalmente statunitensi, si focalizzano nell’esaltazione del modello “single affermato” come stile di vita da ambire; non a caso i cosiddetti “programmi d’intrattenimento” sono costituiti dall’esaltazione di soggetti prevaricatori, palestrati e lampadati.
Volutamente si eleva, con l’ausilio di influenti emittenti come MTV, una musica ricca di messaggi ambigui e deplorevoli, idolatrando personaggi colmi d’oro, tatuaggi e cattiveria che decantano epopee di  gangster protagonisti della malavita da ghetto.
Per non parlare della diffusione spropositata di pornografia e di una veemente strumentalizzazione della donna edonista.
La necessaria mobilità e l’esaltazione di una contestabile flessibilità fungono da cavallo di troia, facendoci intendere che sono rappresentazioni  di rinnovamento ed efficienza.

I giovani appartenenti a un contesto familiare ancora fortemente presente e tradizionalista, vengono emarginati da questa società “cosmopolita” e globalizzata, nella quale chi si conforma a una sottocultura integralista caratterizzata da continui spostamenti lavorativi, da un’utopistica popolarità virtuale, da una modesta proprietà dell’uso dell’inglese e dalla fiera appartenenza al ceto borghese, viene raccomandato e agevolato.

Questa propaganda del prototipo di “famiglia perfetta” aliena totalmente l’individuo dal proprio nucleo familiare per indirizzarlo nell’inseguimento del tanto desiderato “American Dream”, con conseguente mutamento sintetico dei bisogni primari per un processo produttivo automatico e costante.

La Famiglia è il luogo in cui non hai bisogno di costruirti un’immagine o mostrarti diverso; sei desiderato e sei accettato così come sei.
La Famiglia è riparo, è altruismo, è il luogo in cui i punti di vista e i consigli non sono generati da invidie e antagonismi,  ma dalla semplice volontà di sana condivisione con chi ha più esperienza di te.
Non devi pagare per farne parte, né iscriverti, né creare il tuo profilo,  ne sei semplicemente parte integrante,  la Natura ne è matrice.
E’ proprio questa moderna contaminazione che innesca quel macabro meccanismo in cui percepisci l’importanza solo quando ormai è troppo tardi.

Non inciampiamo nell’ingegno moderno che accosta volontariamente principi fondamentali come “la Famiglia è tutto” al concetto limitato e bizzarro  “Corleonese”, poichè in quelle quattro parole è racchiusa, in modo semplice, la vera sostanza del concetto stesso.
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