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Sono in tanti, forse in troppi, a ritenere che ciò che un tempo rendeva le relazioni durature  e stabili fosse la mancanza di libertà o addirittura l’immagine precaria e secondaria del ruolo della donna dell’epoca.
Si presume quindi che il progresso socio-culturale  abbia generato  benefici e giovamenti offrendoci un’utopica libertà che, nella vastità di scelte, ritrova la sua massima espressione.
Sembra quasi che a costoro che sostengono tale follia neanche gli sorga il dubbio che ciò che realmente sia mutato è la società, intesa nella totalità dei suoi molteplici aspetti.
La coppia, formandosi inderogabilmente all’interno di essa, è costretta a conformarsi al progresso e a tutte le nuove dinamiche che ne conseguono.
Zygmunt Bauman definisce la società moderna con l’appellativo di “liquida”, pertanto i suoi prodotti, relazioni comprese, sostituiscono all’efficacia della solidità l’inanità della sfrenata mobilità e continua mutazione.
Tale prerogativa rappresenta la condizione necessaria per l’insediamento del moderno in cui l’essere umano assume sempre più ed esclusivamente il singolare aspetto di semplice consumatore.

La coppia quindi, sebbene benefici della sacralità della procreazione, principale fondamento della vita,  non viene risparmiata dai violenti attacchi provocati da questo folle sistema.
Evidentemente sono in troppi a non paventare il pericolo che corre illudendosi addirittura di vivere in una collettività libera e progressista.
Ignorano del tutto che sono addomesticati e modellati per sostenere esclusivamente questo caotico e delirante consumismo, sono abbagliati dalla luce artificiale di un’ utopica libertà che gli permette unicamente di sprecare il dono dell’esistenza ricercando denaro per poi spenderlo in pura vacuità.
“Questo è il futuro” asseriscono, senza minimamente chiedersi se sia la giusta direzione.

E’ evidente che, commercialmente parlando,  sostituire è molto più proficuo del riparare ed è in questa direzione che si muove la potente mano occulta la quale, adoperando mezzi di comunicazione e mode imperanti, genera ingannevoli percezioni.

Se ancora definiamo la “famiglia” come qualcosa d’importante è proprio grazie a quella coppia che oggi definiamo antiquata.
Quell’unione che riusciva a sopravvivere a numerose difficoltà e insidie garantiva alla prole sicurezza e tutela.
Quelle che oggi definiamo in maniera saccente come vecchie imposizioni e stupide morali erano la combinazione vincente per una famiglia eticamente elevata.

L’anima gemella altro non è che un prodotto hollywoodiano ed è sempre da quelle parti che si eleva il modello single affermato a discapito dell’antica e noiosa famiglia tradizionale.
In Italia, a tal proposito, un ruolo fondamentale è sicuramente affidato alla De Filippi la quale, attraverso una fitta demenzialità e scelleratezza, inquina migliaia di menti di adolescenti che, annullando senso critico e ipnotizzati dinanzi ai televisori, incamerano terrificanti insegnamenti.
La capace conduttrice, con l’ausilio di troni, corteggiamenti e proposte altro non fa che gestire una casa di appuntamenti, tuttavia gode di notorietà e successo.
E’ inevitabile che con il voluto dilagare di pornografia, droghe e vizi l’unione sarà sempre più precaria poiché il nuovo uomo, senza terra e senza morale, subirà un dimentico della religione e dei valori cadendo in una vita puramente istintuale, “da consumare” nella ricerca dell’egocentrico godimento[1].

[1] Massoneria e sette segrete – Epiphanius
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