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a cura di : AlexDeLarge

I tempi moderni, sebbene siano definiti da tanti come “innovativi” e “avanzati”, sono caratterizzati indubbiamente  da un altro aspetto, sicuramente meno elogiativo, rappresentato dalla profonda miseria psichica e morale presente ovunque in occidente.

Sono tempi in cui se mangi merda dinanzi ad una cam, trasmettendo live su youtube, diventerai, per qualche stranissima ragione, frutto di questa follia collettiva, “un personaggio” riuscendo addirittura a guadagnare grazie alle numerose visite al tuo canale e alle successive partecipazioni televisive che seguiranno.
E se per noi adulti, tale stato di cose, può risultare strana o bizzarra, per i più piccoli risulta, terribilmente pura normalità.
Ed è proprio questa discutibile normalità la base sulla quale verrà fondata la convivenza futura della nostra comunità.

Segnali chiari ed evidenti sono percepibili e tangibili giorno per giorno persino nelle più banali azioni quotidiane che svolgiamo.
Risulta oramai normale entrare in un tabacchi di buon ora e ritrovare qualche anziano che, inviperito, è intento a grattare le truffe dello stato magari su qualche davanzale che il commerciante ha “carinamente” destinato a tali follie; è oramai una prassi accendere lo stereo in auto e sentire qualche “vaffanculo” o “stronzo” dallo speaker di turno proprio mentre qualche genitore accompagna il proprio figlio a scuola; è inevitabile accendere la tv è dover subire la nullità dei format moderni, lacrime e lamenti patetici, scaturiti dalla semplice ragione di trovarsi in una casa infestata da telecamere nella quale, tra l’altro, loro stesso hanno scelto di andare oppure vedere vere e proprie “case di appuntamento” che si autodefiniscono  programma che crea “coppie”; è senza dubbio legittimo ritrovare il proprio figlio a casa intento a rompere crani ed a rubare macchine in qualche bizzarro gioco alla play station.
E ancora, strade sempre più colme di sale scommesse, slot, carini negozietti che vendono marijuana, compro oro o miseria altrui  (a seconda dei casi), per poi finire sul fantastico e moderno web grazie al quale vi è una variegata scelta di prodotti che vanno dalla pornografia più articolata o ANIMAta, alla vendita di armi o scene di violenza inaudita.

Anche il mondo del lavoro ha scelto di immergersi in questa ondata di modernità.
Tutte le vecchie conquiste sociali, frutto di dura lotta e grande tenacia da parte dei nostri predecessori, sono state del tutto annientate e sostituite da precarietà ed incertezza.
Oltre alla disoccupazione è tornato in auge un altro fattore non meno nocivo, lo sfruttamento.
Ma la magia della macchina capitalistica sta nello sfornare continuamente figure professionali che stimolano, motivano dunque sfruttano i poveri malcapitati : Manager Assistent, Sales Assistent, Retail Manager, Floor Manager, Store Manager, Room Division Manager, Meeting Manager e via dicendo, grandi nomi ma con buste paghe con pochi zeri.

Per non parlare poi della complessa e attualissima figura ragguardevole denominata “Influencer” alla quale sembra che addirittura si voglia dedicare un appropriato e tortuoso corso di laurea, nonostante la natura di tale maestria si basi unicamente sul dolce far niente.

E’ proprio la percezione di poter diventare “ricchi” senza troppa fatica la causa della decadenza professionale e comportamentale di tanti sventurati.

Risultare banale e stupido sembra la chiave per distinguersi ed elevarsi, del resto non c’è alternativa.

In questa totale assenza di virtù, valori e buon senso, l’unica cosa che dovremmo precluderci  è di non parlare dei grandi problemi del mondo, poichè siamo noi gli artefici del male.
Cambiamenti climatici, ecosostenibilità e energie rinnovabili non sono altro che un nuovo business dei grandi, ben distanti da qualsivoglia natura filantropa poichè,   risultano gli stessi che, oltre all’ambiente, hanno annichilito persino le nostre menti.

“Non c’è differenza tra la criminalità della scienza hitleriana o staliniana e quella della ricerca nei laboratori di Novartis e Monsanto” tratto da “La Tecnica e la banalità del male” di Serge Latouche.

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