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a cura di Alex Delarge - moderatrice: Ivana Migani

 “L’Italia è un’agenzia di marketing che si occupa principalmente dello sviluppo e dell’ampliamento di business promossi da multinazionali apolidi;  gode di un pacchetto clienti pari a 60 milioni di utenti”.

La struttura societaria italiana sebbene risulti complessa e variegata, è semplicemente paragonabile a tutte quelle aziende che operano nel settore marketing con un valore aggiunto rappresentato dalla possibilità di decretare obbligatorietà degli  acquisti di beni o servizi promossi e, unita al cospicuo numero di potenziali clienti, fa di essa la leadership di tale settore.
Unitamente agli altri stati europei è riuscita a cambiare anch’essa il proprio statuto e da “Paese” si è trasformata in “Impresa”.
Vittima di una colossale operazione pubblicitaria mediante la quale l’elite  finanziaria, millantando crescita economica, liberalizzazione dei mercati e benefici da uno scambio inter-culturale senza precedenti, non ha fatto altro che fertilizzare i propri business innescando  libertà di movimento di capitali e promuovendo un appiattimento culturale devastante in cui, con semplici battage, si riesce a trasformare l’inutile in indispensabile.
Tale fenomeno è chiamato globalizzazione.

Per seguire quest’onda  progressista e rinnovatrice, l’Italia ha dovuto modificare struttura e oggetto sociale.
I soci dell’impresa Italia,  mutevoli e tecnicamente messi al potere, sebbene abbiano del tutto cambiato il proprio lavoro, hanno conservato la vecchia denominazione, difatti tutt’oggi si autodefiniscono “politici”.
Prova inconfutabile di tale metamorfosi è la perfetta latitanza di dibattiti parlamentari relativi alla precaria prevenzione antisismica del territorio, alla ricostruzione di intere aree distrutte da eventi naturali, alla marginale situazione che sono costretti a subire anziani e bambini; e ancora, sicurezza e tutela collettiva, disoccupazione, precariato, sanità e una percentuale da non sottovalutare  che chiede addirittura, nel 2017, erogazione dell’acqua.
Seri e articolati confronti tuttavia, vengono svolti per l’attuazione di decreti denominati “salva banche” le quali,  pur collocando la loro ragion d’essere nella privatizzazione richiedono soldi pubblici per non fallire; ulteriori dispute che beneficiano di “primaria importanza” sono immigrazione, accoglienza, estensioni di cittadinanza, vaccini e promozioni di nuove forme di energie.
Altra verifica constatabile è la quantità di personaggi che, nonostante si siano macchiati di reati di truffa, di corruzione o associazione a delinquere, continuano in maniera ostinata e indisturbata a popolare le sale dei governanti.
Ulteriore ma non ultima constatazione, è quella fantastica correlazione che evidenzia in modo esplicito la natura poco raccomandabile di soggetti che hanno addirittura ricoperto la carica di Presidente del Consiglio.
Mario Monti, terzo governo “tecnico”, membro del consiglio direttivo del gruppo Bilderberg e consulente internazionale di Goldman Sachs International.
Romano Prodi, due governi di cui l’ultimo dal 2006 al 2008, è stato notevole advisor della JP Morgan.
La trasformazione dello Stato in Impresa ha scaturito una radicale trasformazione di tale carica istituzionale che un tempo era garantita dalla neutralità di un ruolo super partes, mentre oggi risulta tendenziosa e spudoratamente imparziale.
Senza dimenticare, per finire,che in quei palazzi hanno completamente vietato di menzionare la parola  “uguaglianza”,  alimentando  divisioni e producendo veri e propri scarti sociali.

I diversi partiti che si autoproclamano, senza riscontro alcuno, precursori di determinate ideologie, solo per scopi di consensi popolari, hanno, in modo congiunto, i medesimi obblighi rispetto a coloro che ne promuovono e ne finanziano l’esistenza stessa.
Si pensi solamente che partiti che si autodefiniscono di sinistra hanno completamente annientato conquiste sociali passate, regolarizzando forme di sfruttamento che sopprimono  dignità umana , è il caso della riforma che nulla ha a che fare con il lavoro “jobs act”, oppure partiti che ostentando un contestabile nazionalismo, si cimentano in scellerate azioni  di favoritismi e ingegnose norme che depenalizzano i reati da essi stessi commessi.

Sostanzialmente il politico non è più colui che, beneficiando di elevato senso morale, etica e cultura, si batte per le esigenze della collettività che rappresenta, ma è divenuto il mezzo utile per colui  che lo ha letteralmente messo al potere solo per  proliferare il proprio business.

Altra figura  caratterizzante dell’impresa Italia è l’informazione.
L’ingegno moderno ha fatto sì che si mantenesse invariata, come per la politica, soltanto la denominazione della categoria, provvedendo alla genesi di un genere che non conserva alcuna peculiarità rispetto a quella di un tempo.
Tale fenomeno è stato necessario poiché è ben noto che il giornalismo italiano vanta di una storia importante e di successi, che con l’ausilio di grandi nomi, ha conquistato una notevole  approvazione popolare; l’eco del passato è servito a strumentalizzare tale processo per instillare discutibili verità provenienti da esigenze diverse.
Il termine che rappresenta appieno l’informazione moderna è sancito dal suo stesso contrario, “disinformazione”.
A onor del vero risulterebbe alquanto irriverente e offensivo nei confronti della memoria e dell’etica stessa, affiancare personaggi moderni come Lilli Gruber o  Nicola Porro a nomi del passato del calibro di Indro Mondanelli  o Giancarlo Siani.

Oggi assistiamo a enormi montature mediatiche che conservano un’ omogeneità di contenuti, sebbene siano  presentate in maniera diversa.
Il giornalista dell’impresa Italia, guadagna notorietà e consensi non più perché ricerca, raccoglie, elabora e diffonde con la maggiore accuratezza possibile ogni dato o notizia di pubblico interesse secondo la verità sostanziale dei fatti (come recita il testo unico dei doveri del giornalista).
Fa giornalismo adoperando la propria “arte” e “conoscenza”  diffondendo messaggi e visioni suggerite e imposte dal pensiero dominante, proveniente da coloro che detengono grosse influenze o la proprietà delle principali testate.
Coloro i quali invece mostrano tesi contrastanti, o semplicemente manifestano incertezza rispetto a utopiche ufficialità, vengono oscurati, derisi e ghettizzati.
Se il nemico designato è il temerario Kim Jong-un, ecco che la disinformazione occidentale adopera tutte le sue armi per far apparire agli occhi dell’opinione pubblica, un politico che da sei anni è alla guida di un paese, come un folle visionario paranoico.
In questo modo, oscurando elaborazioni contrarie e annientando minuziosamente tutti ciò che dimostra che le gesta del “Dittatore” sono manovre “difensive” e non “offensive” si propaganda il falso.
A tal proposito è giusto ricordare che  gli Stati Uniti e la Corea del Sud tengono ogni anno più di 40 esercitazioni militari congiunte,  attraverso la mobilitazione di più di 500.000 truppe, tutti i mezzi di guerra, tra cui portaerei a propulsione nucleare, bombardieri strategici , sottomarini a propulsione nucleare e così via.
Bombardamenti, stermini e crimini verso l’umanità presentati come gesta eroiche di coloro che esportano democrazia.

Se il business da spingere è rappresentato dalla diffusione dei vaccini, il discorso resta il medesimo: diffusione immediata di casi isolati di bizzarre contaminazioni spesso non verificate o discutibili, denigrazione e isolamento di coloro che sostengono opinioni diverse; risultato? propaganda sostanzialmente unidirezionale e garantita da coloro che vengono retribuiti dai promotori del business.

La forza dell’impresa Italia scaturisce dalla stretta collaborazione di queste due figure, una ne  cura l’aspetto normativo formulando obblighi e sanzioni, l’altra l’aspetto informativo mutando menzogne per verità.
Tutti gli altri organi della moderna Italia come associazioni e sindacati sono completamente stati privati di poteri dall’avvento di massicci accordi globali.

Il cittadino inevitabilmente si è trasformato in cliente, e come il consumismo ci insegna, un “buon cliente” è colui che paga e non fa domande…
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