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La forza del definito, la magia dei sensi, l’imponenza del sentimento, sembra proprio che siano virtù assenti in qualsiasi altra galassia, suscitando invidia in qualsiasi essere amorfo.
In ogni modo, siamo comunemente riusciti a descrivere la nostra permanenza terrena, sfociando in un banale dualismo: vita e morte.

Ma un concetto sembra essere ben chiaro:
la nostra esistenza  ha un inizio e una fine, e cercando di distaccarci dalla semplicità indotta dal dualismo, scopriamo che beneficiamo anche di un meraviglioso percorso.
Conseguenza di tale basica nozione, consisterebbe nello sfruttare al meglio il tempo che intercorre in questa congiunzione.
La normalità per noi occidentali, intraprende sempre più la strada dell’ignoto, assumendo le sembianze del suo opposto: la follia.

Urla, risate, pianti, rotonde, semafori,traffico, multe, banche, mutuo, prestito, rate, amianto, medicine, malattie,droghe, alcol, terroristi, bollette e avvocati.

Ci nutriamo di precarietà e reputiamo folle chi cerca di uscire fuori da questi schemi, meglio definibili come gabbie.
Siamo addirittura riusciti a convincerci che      “il tempo è denaro”, senza renderci conto dell’assurdità di quest’asserzione, dimenticando sempre più che

I L   T E M P O   E’  V I T A

ed è in virtù di tale concetto, che riesco a dare una spiegazione al fatto, che quando esaliamo l’ultimo respiro, assumiamo un espressione liberatoria, accennando un sorriso; sicuramente in quell’istante ci ripeteremo tutti la stessa identica frase: non ho capito nulla.
Il tanto decantato Occidente, luogo di eccelsa intelligenza e avanzata tecnologia, è testimone di questa diffuso e assurdo senso di normalità, nutrendoci di nozioni che ci inducono a rendere definibile e unidirezionale la percezione del giusto, diretto esclusivamente a uno scopo, produrre.
La libertà è raggiungibile solo  rendendoci conto che la nostra esistenza è caratterizzata da  montaggi artificiali.
Siamo praticamente obbligati ad avere una visione distorta e negativa di questo meraviglioso e misterioso mondo.
Sin da bambini ci insegnano ad essere imprenditori, ingegneri, medici, dimenticando un concetto primordiale, che per importanza e  vastità eclissa tutto il resto, siamo esseri umani,  caratteristica più veritiera e naturale  da cui dobbiamo iniziare a prenderne atto.
Ci impongono una vita che viene consumata per la maggior parte dal lavoro, dal virtuale e dal vizio.
La nostra epoca è caratterizzata da ammassi di cemento sviluppati in altezza, scatole di lamiera verniciate che, emettendo monossido di carbonio, ci permettono di raggiungere il nostro ufficio, da sottilissimi apparecchi che funzionando con radiofrequenze cancerogene,  ci beneficiano di svolgere le nostre attuali illusorie necessità, in modo più rapido.
Eppure, per qualche stranissima ragione, il nostro più assoluto stupore si esprime quando osserviamo qualche meraviglia, figlia della natura, la nostra più grande curiosità sta nel comprendere i misteri dell’universo e di certo non il funzionamento della fibra ottica.
Il reato più grave dei nostri tempi è che riusciamo a sentirci liberi pur essendo schiavi.
Trasformiamo la nascita del nostro universo in un’ ignobile sofferenza, una corsa sfrenata senza sapere assolutamente cosa ci riserva quest’illusorio e ignoto traguardo, lavoriamo per comprarci l’inutile, spendiamo vita, non curanti del nostro dono.

La colpa di ciò che siamo, di certo non è imputabile a noi, siamo stati allevati e abituati secondo gli ordinari standard, imposti oramai da troppo tempo, ma ciò non deve  giustificare in alcun modo la volontà di uscirne fuori.

Prendere coscienza è il nostro compito, è la nostra liberazione.
A renderci prigionieri è senza dubbio il progetto del male, rappresentato dai poteri forti, quelli cioè che destabilizzano e diffondono le nostre percezioni, falsificando verità e propagandando un abbietto senso del giusto e di un contestabile dovere.
La nostra essenza, non avendo riscontri o spiegazioni, ma solo ipotesi e supposizioni, è definibile come divina. La nostra esistenza, al contrario è invasa da realismo, scientificamente spiegata, ed è caratterizzata inevitabilmente anche dal male.
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