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a cura di: AlexDelarge

A quanto pare persino il termine “cambiamento” risulta inappropriato per descrivere le alterazioni dei tempi moderni.

Per cambiamento difatti, in genere s’intende tutta una serie di processi trasformatori, sia essi intesi in senso positivo o   negativo, che comunque hanno origine da condizioni o circostanze assestanti e che nel breve periodo di certo non si distaccano in maniera significativa dallo status quo.
I tempi moderni sono ben altra cosa, sembra quasi che siano catapultati da un lontano pianeta, prepotentemente insediati nel genero umano, senza avere alcun minimo legame con il recente passato.
Difficile quindi catalogare questo tempo come “conseguenza”, sia pure per la semplice ragione che, tuttavia i tempi passati, non siano stati sempre celestiali e accomodanti, di certo non possono essere definiti come matrice di tale “nullità” dilagante.
Non vi è stata, a mio parere, profezia più riuscita che quella descritta nel film fantasy “la storia infinita” quando narra del “nulla” che avanza.


La nostra generazione vive e convive con un imponente involgarimento che imperversa ovunque, ma ben propinato dagli operatori del sistema come “nuovo traguardo della libertà”.


Proprio sulla base di tali presupposti  la tv ad esempio, è divenuta unicamente un ghetto virtuale insediato in ogni appartamento.
Un susseguirsi di immagini violente, oscenità e palese propaganda con diversificati scopi; inconfutabili “bordelli”, affollati di prepotenti lampadati e sempliciotte ben truccate, rifilati addirittura come “programmi” che si prefiggono come scopo quello di formulare coppie; serie TV sempre più popolate da eventi incestuosi e nuove tipologie di pratiche sessuali, sempre più proiettate ad emarginare “il semplice eterosessuale” che, oramai, è divenuto, omofobo e retrò,  a prescindere, sempre ben attente ad elevare come modello di vita “il single affermato” a discapito delle vecchie e noiose famiglie; la cultura è svanita in quel riquadro, coloro che ne detengono il monopolio sono ben a conoscenza che un popolo acculturato non permetterebbe tale scempio.

Sempre con i medesimi presupposti viene concepita la musica moderna.
Ritmi angoscianti, accompagnati da ripugnanti testi ma che riescono ad instillare nei più giovani  un odio incondizionato per la legalità e la pacifica convivenza, idolatrando quindi gangster ricoperti d’oro e circondati da “belle e facili donne”.
Sempre più tendente a normalizzare l’uso di droghe e promiscuità sessuale, si colloca inevitabilmente nel processo di crescita di tanti adolescenti i quali, non avendo possibilità di scelta, fanno di tale immoralità, un modello di vita da seguire.
Le Star di tale indecenza, completamente sedotte dal dio denaro, sono consapevoli dell’inquinamento che esalano, ma continuano incuranti per questa strada e, nella maggioranza dei casi, conducono anch’essi una vita cupa, logorata da alcol, droghe ma tanti selfie.
Per non parlare poi di questa nuova tendenza che valorizza ed esalta soggetti definiti “influencer” che a quanto pare, rendendo pubblico ogni minuto della propria vita privata, riescono ad aggiudicarsi tanti like, in alcuni casi mercificando anche i propri neonati.

Ma ciò che  caratterizza in maniera assolutista il declino moderno è, senza dubbio, il ruolo della politica.
Mortificante finanche etichettare con il termine “politici”, gli attuali addetti dell’antica arte di governare.
Coloro che dovrebbero adoperarsi e impegnarsi, in nome e per conto del nobile compito, di sancire e tutelare l’ “uguaglianza”, risultano i primi a fabbricare disparità, formulando addirittura veri e propri scarti sociali, privati di alcuna speranza di riscatto.
Ricattati e manipolati da coloro che ne finanziano la loro ascesa, fungono la semplice funzione di marionette impiegate per attuare  e fertilizzare numerosi business https://www.spaccanapoliblog.it/italia-moderna-impresa/.
Ad onor del vero, seri e articolati dibattiti parlamentari sono concentrati esclusivamente su tematiche finanziarie e, a quanto pare, i primi posti occupati nei vari ordini del giorno sono sempre assegnati a “decreti salva banche” o materie analoghe.
E’ recente il coinvolgimento politico edito a permettere a comuni cittadini di armarsi per tutelare la propria sicurezza.
Inspiegabile constatare che, una follia così evidente, sia percepita da tantissime persone come “ottima scelta politica” e, a maggior ragione, risulta incomprensibile notare che persone di “Stato”, avanzino tali proposte che, indiscutibilmente evidenziano, prima di ogni altra cosa, il fallimento “totale” dello stesso “Stato” nel garantire la sicurezza nel proprio paese.
Seguiamo tenacemente il “modello Americano”, senza preoccuparci di capire come funziona in quel paese dove, il tasso di criminalità, è al primo posto nel mondo.
Si adottano politiche sempre più rigide in nome della  sicurezza stradale per il misero scopo di estorcere denaro, con l’ausilio di mezzi sempre più all’avanguardia, mentre  grosse multinazionali sono libere e addirittura agevolate nella fabbricazione di scatolette di plastica che sfrecciano a 300 kmh.
Inesprimibile infine, la vendita di “gratta e vinci” e la ragguardevole distribuzione di slot machine ovunque, con il  relativo marketing feroce e mirato a beffare i nostri poveri anziani e le persone più deboli.
La politica insomma, non fa altro che trasformarci sempre più da cittadini in anonimi clienti, mutando  l’ “Italia” da paese in un enorme portafoglio clienti.

Un “nulla” che non risparmia alcuna circostanza e presente costantemente in tutte le diramazioni sociali.
Nell’ ambito del “lavoro”, i tempi moderni, sono serviti principalmente a sopprimere tutte le vecchie conquiste sociali, frutto di sofferte battaglie del popolo.
Sono riusciti a regolamentare forme di sfruttamento che sopprimono ogni dignità umana, attuando riforme che, seppure siano state battezzate con il nome di “jobs act”, non hanno nulla a che fare con il “lavoro”.
E’ curioso notare un incremento della disoccupazione e allo stesso tempo un rigoglioso fiorire di   figure professionali nuove (inevitabilmente in lingua inglese che, a quanto pare, compiacciono l’interessato): floor manager, assistant manager, store manager, department head e via dicendo, senza alcun cambiamento nei numeri presente in busta paga.
L’avanzata tecnologia  velocizza in maniera esorbitante tutto riuscendo a  regalarci prezioso tempo se non fosse che quest’ultimo, sarà  impiegato per spendere o piegarsi nel vizio.
Una tecnologia che si veste di social, ma non fa altro che isolarci l’un l’altro persino se siamo seduti accanto.

Sembra proprio che il cambiamento sia concentrato nel manovrare la posizione del nostro capo che,  è sempre meno rivolto verso la magnificità del cielo e sempre più chinato verso il basso a non porsi domande e agire per automatismo.

Sono molteplici i segnali che il nostro sistema capitalistico è in collasso totale e cerca in tutti i modi di rimandare l’ultimo respiro.
Con l’ausilio del mainstream è tenacemente impegnato a distribuire ignoranza e un’induzione irrefrenabile al vizio,  rendendoci soli, ciechi e stupidi, trasformando addirittura il magnifico dono della vita in un inutile e insensato tempo impiegato esclusivamente a lavorare duramente per spendere facilmente.
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