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Sono ben poche le persone che si soffermano a considerare in termini di potere la possibilità di imporre a un popolo la percezione che il passato non conti.

Immaginando il futuro,  nella nostra mente, come per magia, appare il concetto di progresso ed è proprio il presente a donarci questa fuorviante percezione.
Questo  complesso e menzognero  fenomeno riesce ad associare al ticchettio “occidentale” delle lancette, un contestabile automatismo che rivela una visione di modernità e  sviluppo del tutto fasulla, la quale,  a mio avviso, risulta errata persino etichettarla come tale.
Esempio, estremo ma opportuno , è rappresentato dall’effimera compiacenza di tante persone che, narcotizzate e manipolate in modo invasivo dal pensiero dominante, ritrova nel prolungamento della vita biologica un traguardo clamoroso, senza minimante rendersi conto che ciò che  è aumentata è semplicemente la sofferenza e la condizione di schiavitù.
Chiedersi quante persone hanno vissuto  una vita felice o concluso la propria esistenza in maniera appagata evidentemente non sono  quesiti consoni agli attuali dogmi propagandati, ma sapere che “sopravvivere” dieci anni in più, oggi è possibile, rende tutti più sereni.
La debellazione di passati morbi sono senza ombra di dubbio stimati passi avanti, ma la nascita di nuove patologie devono essere definite per la stessa logica come “fallimenti”, evidentemente il mainstream tende a elevare solo la prima evidenza.
E’ chiaro che all’interno del termine progresso è avvenuta un’incomprensibile scissione tra il concetto di miglioramento e quello di evoluzione.
Progresso quindi è semplicemente definibile come quella condizione o invenzione concepita nel presente o nel futuro e definita tale solo per una questione temporale.
L’invenzione della lampada elettrica è stato un traguardo ancora legato a criteri di miglioramento e sviluppo ma subito dopo il progresso si è preoccupato di non  fabbricare lampadine troppo resistenti poiché ridurrebbe la richiesta, quindi la produzione (Nel 1890 la Shelby Electric Company donò una lampadina ad una caserma dei vigli del fuoco di Livermore, è ancora accesa).
L’automobile, indubbiamente è stata una geniale invenzione utile  all’umanità  ma la sua evoluzione è stata indirizzata a farla assumere forme sempre più innovative con comfort spesso anche inutili senza mai preoccuparsi della sicurezza.

Analizzando il presente, cercando di dare un’immagine al futuro,  senza un radicale cambio di rotta, lo scenario sarà, a mio avviso, molto più degradato di quello attuale.
I fortunati che saranno scampati agli ostacoli sempre più diffusi dell’infertilità (il cui tasso è accidentalmente aumentato dalla nascita della miracolosa fecondazione assistita) e  alle innumerevoli pratiche di aborto si renderanno conto, persino nel grembo materno, del mondo che li accoglierà.
Sono certo che il progresso li omaggerà, “previo compenso”, di attrezzature innovative che, con l’ausilio di sonde ultratecnologiche riusciranno a  scattare fantastici selfie al feto o addirittura posteranno, sui diversi social, video in real time nei quali sarà possibile vederli succhiare il dito o giocherellare con il cordone ombelicale, per la felicità di mamma e papà..
Inevitabilmente  spunteranno diverse tipologie di parto, magari sarà possibile partorire in  volo e, acquistando un biglietto Ryanair, saranno omaggiati di un parto gratis, il tutto  postato su youtube nel canale appropriato.
Constatando, sempre più assiduamente, la divulgazione di follie, bollate di ufficialità da ricerche scientifiche (categoricamente provenienti dagli States) sulla nocività del latte materno[1], sarà inevitabile l’intervento divino del progresso che sempre “previo compenso” sarà ben disposto a fornire nuove tipologie nutrizionali per il bambino.
La supertecnologica società del futuro assumerà sempre più le forme di un gigantesco grande fratello; proprio in questi giorni ( pura casualità) ho ascoltato un appello emozionante della D’Urso che, sconcertata e amareggiata, invitava i telespettatori ad aiutarla a sensibilizzare le istituzioni per collocare telecamere in scuole e centri per anziani per contrastare le violenze che si consumano in quei luoghi, che sempre più spesso rappresentano i temi principali dell’ “informazione” degli ultimi anni.
Siamo sempre più propensi a risolvere gli effetti senza mai considerare le cause; coloro che istruiscono pappagalli come la D’Urso sono ben consapevoli che tamponare effetti senza mai voler risolvere le vere cause è una pratica commercialmente valida.
Sono certo quindi che si assisterà al piazzamento di obiettivi ovunque, scuole, ospedali, centri per anziani e magari, se risulterà producente, anche in caserme e carceri (luoghi in cui la percentuale di soprusi è largamente superiore a quelli indicati dalla D’Urso), senza tener conto che il numero maggiore di abusi e violenze accade proprio nelle abitazioni domestiche; è proprio tale dato a fornire l’esplicita evidenza che il problema non risiede nel monitoraggio ma è di natura sociale, continuamente logorata da contaminazioni “globalizzate”.
Tra pochissimi anni suppongo, che finalmente sarà lecito possedere almeno un’arma in casa (grazie alle numerose campagne finanziate da multinazionali, i cui fini sono tutt’altro che di natura filantropa), naturalmente utilizzabile solo per legittima difesa (almeno per i primi anni), proprio come accade nei civilizzati e democratici States dove ogni anno sono circa 40.000 le vittime provocate da armi da fuoco.
Forse solo la demenzialità dei programmi televisivi sarà ancora costante nel tempo anche perchè format del tipo “grande fratello” o “uomini e donne” non  permettono di profetizzare di peggio.
Una delle conquiste che però riesco a immaginare con maggiore nitidezza è rappresentata da quella sociale con la provvidenziale eliminazione del “genere sessuale” , sì proprio così!
Questo processo di smantellamento della psiche umana ben impacchettato con il nome di modernità e progresso è già da diversi anni individuabile in numerosi processi di instillazione nelle grandi masse elaborati da orrori hollywoodiani e icone dello spettacolo, divenute famose solo per tale ragione.
Una rivista americana, autoproclamatasi come “trimestrale culturale”, zeek magazine, già diversi anni fa illuminava i suoi dotti lettori:
essere gender fluid significa identificarsi come né maschio né femmina, oppure entrambi, e rifiutare il concetto che esistono due generi.” Più che una ribellione contro la biologia, continua, è una ribellione contro i limiti imposti dalla Storia: “Nel corso della Storia il concetto di genere è stato utilizzato per definire, limitare e controllare le persone in ogni modo, dentro e fuori, dalla percezione di sé ai legami familiari, dallo status sociale ai ruoli civici, dai modelli di comportamento alle relazioni interpersonali.
Come di consueto, tali assurdità odierne un giorno diverranno normalità grazie all’ausilio di fitte campagne, invasive e costanti, sostenute e fidanziate dalla solita combriccola elitaria.

La musica sarà sempre più ricca di tatuaggi, idiozie e cattiveria, rappresentata da soggetti che compiaciuti da una loro contestabile fama  ignorano che è proprio il degrado moderno a renderli protagonisti.
Per non parlare degli ulteriori social e riforme scolastiche sempre più indirizzate verso un abbruttimento giovanile.

J.M. Coetzee: Perché mai il mondo dovrebbe essere un’arena in cui si scontrano i gladiatori – mors tua vita mea – piuttosto che, per esempio, un industrioso alveare, o un termitaio in cui tutti collaborano?

[1] A lanciare l’allarme è uno studio condotto dalla Harvard TH Chan School of Public Health e pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology, nel quale viene indicato come le concentrazioni di PFASs nei bambini allattati esclusivamente al seno aumenterebbero del 20-30 per cento ogni mese, risultando al tempo stesso esponenzialmente maggiori rispetto a quelle presenti nei neonati allattati diversamente.
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