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Che Femomeno,

ecco uno di quei post che scrivi in maniera rapida e senza l’ausilio di complessi ragionamenti, basta infatti immaginare e descrivere minuziosamente qualche persona conoscente.

Chi sono i fenomeni ?
Naturalmente non è una peculiarità dell’aspetto estetico anche se il concetto è strettamente correlato all’amor proprio.

Un fenomeno può essere giovane, di mezz’età o anziano; ricco, povero o appartenente alla classe media; la loro religione consiste nel  professare un Dio che, volendolo descrivere brevemente, non è altro che il riflesso della propria immagine  allo specchio, praticamente l’anticristo, non oso immaginare la loro rappresentazione del male..

Eccoli, pronti,
non appena volti le spalle, dicono la loro, anticipando il tutto con una sacrosanta premessa che ha lo scopo di addolcire il seguito, caratterizzato dal più infame e perfido uso del verbo giudicare.
Caratteristica comune a questa specie animale  è l’iniziare discorsi con :
Non voglio essere polemico/Ognuno è libero di fare ciò che vuole /Non voglio giudicare…  il problema nasce dopo il significativo “ma” che dà inizio al vero senso per cui hanno aperto bocca.
Continuando con una escalation di interpretazioni personali a sfondo del tutto diffamatorio.
E si, loro ci godono e il solo e unico modo per cercare di emergere dalla loro situazione di degrado interiore che li affligge dal mattino appena aprono gli occhi.
I più talentuosi esprimono anche la loro analisi del tuo problema millantando possibili soluzioni, il tutto  preceduto da aggettivi del tipo “poverino” o .. ha “qualche problema”.

I più viscidi riescono addirittura a manipolarti, riuscendo ad offrirti uno stimolo per farti  sfogare, facendoti commettere l’errore di  raccontare cose tue personali; con l’abilità di risultare validi ascoltatori, i “fenomeni”  incamerano, filtrano e al momento giusto (quando non ci sei) espongono, elaborando comizi che risultano di gran lunga più maligni delle gesta di Giuda.

Altra caratteristica della specie dei “Fenomeni” è il  ritrovarsi  in un iperbole  continua, trasformando episodi a loro estranei in fatti realmente accaduti, menzionando luoghi e personaggi idilliaci in una perversa forma di idolatria, nella quale sono loro ad essere al di sopra,  mentre, chi veramente è appagato dalla propria persona, viene apostrofato in maniera allusiva a ciò che in realtà veramente essi sono: degli insoddisfatti frustrati da un realtà utopica alla quale non potranno mai appartenere.

Signori si nasce disse Totò e assolutamente non era sua intenzione riferirsi al Dio denaro.

Eclissati dal potere di quel perfido “vorrei” che tanto vorrebbero trasformalo in “io sono” non si rendono conto che il loro degrado non è altro che il riflesso del loro passato, in altre parole sono così, poiché lo sono sempre stati e non hanno in alcun modo cercato di migliorarsi.
Con infantili e inutili giochi di parole che presumono un’ aulica oratoria  cercano a tutti i costi di sostituire te come protagonista dei loro miseri problemi, presumendo di appartenere ad uno status mentale superiore del tuo.

Parlano sempre  di se stessi e delle loro avventure ma difficilmente parlano della vera persona che si nasconde in un oblio di mezongone,  sono ben attente a pesare le parole, commettendo una sfacciata disuguaglianza quando invece si ritrovano a conferire  di altri.
La Famiglia non è una loro prerogativa ma bensì un oracolo dove potersi sfogare ed accusare gli altri componenti, svalutando i consanguinei ed il loro operato, sentendosi in tal modo i privilegiati ma nascondendo perfidamente la pura verità, quella cioè che è grazie a loro che almeno hanno un tetto sotto il quale ripararsi.

Il Mea Culpa sanno predicarlo ma non attuarlo.

La loro infinita conoscenza è racchiusa in  qualche link che copiano e postano sul proprio profilo, il loro pensiero politico è descritto efficacemente nei punti saliente del programma del Partito Capitalistico.

Hanno la capacità di mutare persino le loro inconfutabili certezze a seconda della situazione che gli si presenti, si proprio così..
La ragione la affidano a chi ha un conto in banca con maggiori numeri ed è mascherato con pezze griffate poiché il misero senso del loro ragionamento è “Per essere così ,di sicuro espone concetti giusti”.

Ma la condizione che più delle altre le  ricollega a questo status è la mancanza di voler ricercare un miglioramento.
Migliorarsi è sacrificio, volontà e rinuncia,  proprio quello che non sanno fare.
Tutti noi commettiamo errori, continueremo a farlo ma allo stesso tempo cerchiamo di trovare soluzioni ritrovandole spesso nel “non convenzionale”, cercando a tutti i costi di raggiungere una serenità che non è correlata in alcun modo al denaro.
Il Fenomeno invece sguazza e stagna in quella putrida fanghiglia emanando puzza  e terminando l’esistenza asfissiato dal suo mortale marciume.

Quest’ articolo lo dedico a tutte quelle persone che si riconoscono in questa descrizione e non sorridete riponendomi al Vostro stesso livello poiché la mia, non vuol essere una critica, ma bensì un invito al miglioramento;
Un primo passo potrebbe essere proprio quello di “riconoscersi” e non “nascondersi” come siete abituati a fare.
Sappiate che anche una grossa somma di denaro, magari frutto di una vincita (unica risorsa per Voi disponibile), non eleverà il vostro stato sociale difatti da miserabili servirebbe solo a trasformarvi in “miserabili arricchiti”.

 

 

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