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Presente anche su wikipedia, descritto come scrittore, opinionista e giornalista Italiano, rappresenta a mio avviso la chiara manifestazione vivente della decadenza culturale di questi tempi.
Detto ciò è ben chiaro che non sia un suo ammiratore ma è già da qualche tempo che continuamente mi ritrovo a dover sentire qualche suo mediocre, volgare e banale intervento che sono serviti per lo più da musa ispiratrice per approfondire la conoscenza di questo personaggio.
Il primo dubbio che mi è balenato nella testa è: ma che lavoro fa ? Spesso lo ritroviamo in trasmissioni sportive, sovente in quelle politiche e da quanto ho potuto apprendere, adora farsi intervistare, regalando al mondo intero sprazzi di cultura; a tal proposito riporto qualche sua esaustiva risposta:

I suoi padri letterari e politici? (intervista http://www.linkiesta.it/it/article/2016/03/18/giampiero-mughini-paternita-sono-contento-di-aver-scampato-il-pericolo/29675/ )
Moltissimi: da alcuni ho preso le distanze, ma non ne ho rinnegato nessuno. (esauriente e dettagliato)

Anche Berlusconi diceva che l’origine delle critiche a lui rivolte era da ricercare in questo sentimento triste. (intervista http://www.huffingtonpost.it/2016/10/23/giampiero-mughini-intervista_n_12612064.html )

Per fortuna, l’epoca del berlusconismo e dell’anti berlusconismo è stata superata da Matteo Renzi.

A lui rimproverano di non aver letto nemmeno un millesimo dei libri che lei ha in casa.

Non credo che la forza di Renzi stia nei libri che ha letto o non ha letto. La forza di Renzi è nell’avere un piglio e un’energia che la sinistra non aveva da anni. (profetico direi)

Quando lo ritrovo in tv, cerco in tutti i modi di comprendere i suoi vivaci interventi e ahimè saprei solo spiegarli ricollegando il tutto a quel  mediocre format in cui ricorrono tutti  i nuovi qualunquisti televisivi che consiste nel darsi a tutti i costi un ruolo; magari sono proprie le sue gratuite offese prive di riscontro storico e culturale a regalargli quel minimo di popolarità che gli consente qualche apparizione retribuita o gli dona quella precaria gloria ricevuta da un insignificante eco mediatico. Del resto non sono io a sostenere e provare la pochezza culturale presente sullo schermo.

Pubblicamente ha rinnegato le proprie origini meridionali, denigrando la terra più suggestiva ed emozionante del Mediterraneo, la Sicilia,  mostrando pubblicamente la sua pochezza, comune a tutti coloro che non hanno Patria ed evidenziando la sua più totale astensione nel collocare tale questione tra i problemi nati con l’unità.
In altre occasioni si è addirittura prodigato nell’offendere Napoli (fa sempre un certo audience), asserendo che questa città non possiede altre identità se non quella calcistica; capisco che a tali idiozie è seguito un polverone utile alla sua carriera da uomo di spettacolo ma dico un minimo di decenza bisogna pur sempre riservarla;
La sua popolarità ha raggiunto la vetta quando ha asserito pubblicamente che siamo un popolo di analfabeti, nascondendo l’amara verità alla base di tale affermazione: la nostra cultura sta piano piano scomparendo poichè figlia di una generazione matrice di personaggi come lui che si ritrovano in tv proprio perchè propagandano disinformazione, divulgano sottocultura riempendo le case di turpiloqui, spesso paladini  della globalizzazione, acerrima nemica della civiltà e della sapienza.

Millanta una conoscenza di problemi sociali associata ad una certa cultura politica per poi dedicarsi a Balotelli e ai gol di Cassano, che controsenso, più che ai contenuti è ben attento a formulare un valido marketing per i propri libri nascondendo dietro a quelle pure volgarità la propria voglia di notorietà e riscatto. La sua apologia sul denaro recita:

 “Il denaro è poesia… emana un profumo inebriante… il fruscio delle banconote da venti o cento euro quando il cassiere te le mette in mano per cambiare l’assegno… e meglio ancora se gli zeri nella cifra in alto a destra sono parecchi… i soldi fungono da barometro della libertà di tutti, della democrazia reale, della civiltà di una società matura”, incommentabile.

In Mughini traspare il male della moderna società,rappresentando in pieno la bestializzazione prodigata e diffusa dall’attuale format televisivo, vestendosi, come accade di consueto a chi non gode di specificità, con uno scialbo ruolo di “opinionista”.

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