Registrati
Ti sarà inviata una password per E-mail
a cura di : AlexDelarge

Da sempre raffigurato senza alcun smartphone, privo di qualsivoglia suv e sprovvisto di account instagram non riesce a trovare la Sua collocazione nella società moderna, semplicemente perchè privo di utilità commerciale.

“L’allontanarmi dalla religione mi ha fatto maturare” , questo fa parte di uno dei tanti notevoli pensieri che il Prof. Umberto Veronesi ci ha omaggiato prima della sua morte.
Agnostico sin dall’adolescenza, ha più volte dichiarato pubblicamente che lo studio dell’oncologia l’ha sempre più convinto della non esistenza di Dio.
Tali forti affermazioni, di natura strettamente personale e prive di qualsivoglia accostamento alla propria professione (salvo che non vogliamo addizionare ai già molteplici titoli quello di propagandista miliardario), inevitabilmente hanno un peso o comunque suscitano reazioni e riflessioni nella collettività.
Ritengo in ogni caso, a mio parere, questa suo visione alquanto bizzarra, basti pensare che il “cancro” è la manifestazione autentica della scelleratezza dell’uomo che, incurante di stabilire equilibri con la natura, finisce con il nutrirsi di cibi “fabbricati” e chimici e respira puro catrame, avvelenando irresponsabilmente il proprio habitat.
Non vedo dunque, quale colpa si possa imputare a Dio se si persevera a proseguire verso questa direzione.
Il pensiero del Prof. Veronesi, non solo non è singolare o raro, bensì rispecchia perfettamente questa tendenza moderna di denigrare, schernire e indebolire la “sacralità” e le religioni in genere, elevando e addirittura divinizzando il ruolo della Scienza.

Mi chiedo pertanto se quest’ accanimento, così plateale e fitto sia mediaticamente che nei vari soliloqui dei rappresentanti della Scienza (nonchè espressione delle multinazionali), sia frutto di un pensiero o di una concezione ragguardevole o la solita propaganda spicciola pretesa dal “credo economico”.
I dubbi sono molteplici, basti pensare che persino Machiavelli, che di certo non è considerato un fedele esemplare, ha evidenziato nei suoi scritti la funzione sociale positiva svolta dalla religione elevando il suo ruolo di “instrumentum regni”.
Nietzsche e Leopardi, ad esempio, sostengono che il cristianesimo non è soltanto una dottrina religiosa, ma “una immensa civiltà”.
Dostoevskij asserì “Se Dio non esiste, tutto è permesso” riassumendo con poche parole il degrado della società moderna.

E’ opportuno precisare che questa mia riflessione non vuole in nessun modo esaltare una religione piuttosto che un’altra, nè vuole contestare i numerosi benefici provenienti dalla Scienza, essa è costituita da un contenuto di natura riflessiva e introspettiva.

Quanto più ci allontaniamo dalla religione, tanto più smettiamo di riflettere.
La religione pone indiscutibilmente l’uomo come conseguenza di una volontà Divina, ergo in una circostanza di subordinazione.
Eclissando le varie concezioni, da quella greca a quella giudaico/cristiana, essa impone usi, consuetudini e condotte per una pacifica e proficua convivenza sociale.
Non è un caso che filantropiche virtù, l’amore per il prossimo, la carità e il perdono provengano da un ‘etica di tipo “religioso”.
Per millenni è stata proprio questa ricerca dell’ignoto, unita allo sguardo rivolto al cielo e le stelle che ha spinto l’uomo a migliorarsi.
L’arte di un tempo, ad esempio, gode di vita tanto longeva poichè era ispirata alla ricerca di Dio, la letteratura, allo stesso modo, era basata sul rapporto dell’uomo con l’eterno e via dicendo.
Ma, a mio avviso, l’aspetto più significato è caratterizzato dalla percezione che aveva l’uomo di un tempo ove senza dubbio vi era maggiore influenza dell’impostazione religiosa.
In sostanza, era perfettamente consapevole, che la natura, il cielo e la Terra non erano frutto dell’ingegno umano, dunque non potevano in alcun modo essere intesi come “mezzi” da impiegare per i propri scopi.

Oggi è tutto cambiato, la Scienza è pronta a fornire una risposta persino al mistero millenario dell’origine di tutto.
Ebbene sì, con il “Bing Bang” il dado è tratto.
Nutrendoci di tali follie è inevitabile che l’uomo cessa di porsi domande, di conseguenza di riflettere.
In sostanza, secondo gli illuminanti dogmi della Scienza moderna, dovremmo convincerci che l’universo abbia una struttura geometrica e numerica e che l’origine di tale equazione sia dovuta ad un esplosione di cui ancora nell’universo si riesce ad ascoltarne l’eco.
Servendosi dell’astrattezza e la vulnerabilità del concetto di “fede” e ponendo nel “risultato” l’unica ragion d’essere e nel “disvelato” pura perdita di tempo, pone l’uomo in una condizione di pericolo nella quale si sente il Signore della Terra credendo che tutto ciò che esiste è un proprio prodotto.
Questo stato di cose ha elevato maggiormente il ruolo dei cosiddetti “maestri del sospetto” Marx, Nietzsche, Freud che hanno perfettamente profetizzato la crisi moderna dell’etica.

In un mondo perfetto o almeno che cerca di accostarsi alla perfezione, ragione e fede sarebbero concetti di certo complementari e non contrapposti.
Il non porsi domande è sicuramente consono al consumismo moderno nel quale l’uomo, piegato nel vizio e senza sete di conoscenza ,consuma la propria esistenza nel produrre e consumare.
[]
1 Step 1
Riproduzione

Gli articoli apparsi originariamente su questo sito possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla, che si specifichi la fonte – il sito web Spaccanapoliblog http://www.spaccanapoliblog.it – e che si pubblichi anche questa precisazione. Per gli articoli ripresi da altre fonti, si consultino i rispettivi siti o autori.

Previous
Next

Facebook Comments

Scrivi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi