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a cura di Alex DeLarge - moderatrice: Ivana Migani

Dopo quasi trent’anni dall’inizio di “mani pulite” possiamo finalmente appurarne i positivi risvolti e i magnifici risultati: NESSUNO.

Una vicenda che,  incurante del  comandamento popolare  “i panni sporchi si lavano in famiglia”, è riuscita,  con l’ausilio del mainstream, da un lato a stimolare e dividere l’opinione pubblica, dall’altro a diffondere al mondo intero la percezione che l’Italia sia una Paese costituito esclusivamente da corrotti e truffatori, compromettendo di conseguenza,  imprenditoria e classi analoghe (tutt’ora marchiate), seppure le inchieste fossero principalmente indirizzate alla politica.

Vi è ancora chi, compiaciuto nel palesare quell’ “io c’ero”, profondamente segnato e ipnotizzato dal potere mediatico, ancora  decanta le gesta di discutibili paladini di una sommaria giustizia; altri ancora,  meno narcotizzati di senso critico ma profondamente annodati a una popolare concezione  “prima si stava meglio”, che ne contestano a prescindere l’operato; e infine chi, macchiandosi del moderno reato di complottismo, ritrova come unico scopo di quel bizzarro intrattenimento mediatico-giudiziario, l’accaparrarsi e l’avallo dell’opinione pubblica per  radicare legittimamente e in maniera indisturbata, nuove forme di proliferazione di business.

E’necessario premettere un’inconfutabile presupposto:
la nascita di qualsiasi sistema di natura gerarchica è strettamente affiancata dallo sbocciare  di favoritismi, corruzioni e abusi.
Non esiste, e non è mai esistito, un sistema di amministrazione di gruppi, comunità, Paesi o nazioni, che non sia contaminato da illeciti proprio perché la natura stessa della collocazione gerarchica è di origine fraudolenta.
Quindi che ci piaccia o no,  tracce di illeciti già esistevano nel 324 a.C. nell’antica Grecia culla della democrazia, con lo scandalo dell’oro di Arpalo, ancora presente nei palazzi dei nostri antenati Romani, ove l’avarizia e gli abusi divennero costanti e persistenti; tale fenomeno rispecchia semplicemente la matrice stessa della prepotente gerarchia.
Resta poi  una scelta puramente personale  se voler sbandierare al mondo intero malefatte interne o cercare di risolverle silenziosamente in “famiglia”.
Resta di fatto che episodi attuali di spudorata corruzione che accadono nel sud dell’Olanda non vengano pubblicizzati, e ancora non lo sono, mazzette incassate da rilevanti rappresentanti politici tedeschi o sono ben nascosti scenari colmi di intrighi e corruzioni attraverso i quali  Paesi come l’Inghilterra  basano la propria sopravvivenza, ma l’Italia a quei tempi  ci tenne a far conoscere al mondo intero scandali e meccanismi della propria politica che sancirono un certo stupore persino in coloro che la ritenevano e la praticavano come prassi normale.

Gli anni che precedettero gli episodi delle mega inchieste erano  quelli in cui nel popolo cresceva sempre più la consapevolezza di una politica corrotta e  di affari poco chiari.
Era altresì il tempo in cui i vari rappresentanti della finanza mondiale, sostenitori e promotori del degrado attuale provocato da euro e da globalizzazione, appurarono un ostacolo invalicabile nei rappresentanti Italiani della Prima Repubblica poiché era ben noto ed espressamente dichiarato, nonostante il dilagare di molteplici illeciti, che non avrebbero mai venduto il proprio Paese.
Apparvero persino maturi i tempi per far riemergere influenze e poteri della casta dei magistrati, da troppo tempo oscurati da una forzata supremazia politica che deteneva una spropositata immunità.
Sostanzialmente furono gli anni che sancirono un terreno fertile e favorevole all’avanzamento di progetti e congetture profeticamente  ben argomentate e descritte nelle volontà di caste, sette, logge e regia occulta, tutte ricollegabili alla sudditanza del denaro e alla famelica sovversione al potere.
Un articolo di Michel Canet  commentando il libro “le Drapeau noir l’équerre et le compas” risalente al 1978 di Lèo Campion, massone elevato al 33° grado del Rito Scozzese,  recita:
idee che all’origine apparivano scandalose e impossibili, sono state concepite, affinate e diffuse nelle logge prima di essere progressivamente instillate in un’opinione pubblica accuratamente lavorata per essere resa incapace di una reazione efficace. Si tratta dell’”Arte Reale” della Massoneria.
Opportunismo e strumentalizzazione sono le principali virtù di coloro i quali, sebbene non appaiono pubblicamente o su libri di testo, decretano  e generano la Storia moderna.

Dietro al fitto polverone scaturito da “mani pulite” sembra proprio che si nasconda il destino del nostro Paese; chiunque voglia negare conseguenze e riflessi sociali di tale vicenda giudiziaria è semplicemente affetto da una patologia di cecità visiva e intellettiva.
Con il popolo Italiano, che implorava con maggiore insistenza,  la  volontà di cessare o almeno ridimensionare, abusi e malaffari politici, la macchina da guerra iniziava a muoversi minuziosamente coinvolgendo   coloro i quali, potendo adoperare e sfruttare le proprie cariche, dichiararono guerra alla politica.
Trapelarono una serie di indizi e informazioni che, da oltre oceano, vennero messi alla mercé di magistrati, riuscendo a  demolire definitivamente l’intero scenario politico di allora.
Un concatenarsi di eventi e scandali che generarono benefici esclusivamente a coloro che ne avevano scaturito la nascita.

Italiani ipnotizzati ma allo stesso tempo compiaciuti, come un eroinomane si sente appagato dall’eroina, da una temporanea illusione di giustizia e chiarezza, condizione necessaria per avallare e consentire nuove scelte politiche e intanto già si provvedeva a sostituire “tecnicamente” la vecchia classe dirigente con personaggi politicamente “puri”, poiché sprovvisti di passato politico, ma  ben preparati in ambito economico  poiché provenienti da ambienti dell’alta finanza.

Non possedendo una conoscenza tale da permettermi di esprimere un parere giuridicamente valido relativo all’operato del pool, posso avvalermi della legittima posizione di cittadino per poter condividere un parere sui risvolti.

A mio avviso l’operazione “mani pulite” è stata promossa come cura palliativa per i danni provocati da una corruzione di uomini di stato, ma si è rivelata un processo mediante il quale la politica ha subito una vera e propria  eutanasia, sancendo la morte, constatabile tutt’oggi, del paese Italia.
Da un male si è passati alla soluzione estrema, eclissando primati e conquiste di una classe dirigente che, sebbene  uniformata a prassi e metodi illegittimi ma condivisi e adoperati su larga scala, è riuscita nel tempo a tutelare sovranità e identità.
Uomini di Stato che con i fatti di “Sigonella” hanno forse sancito l’ultima manifestazione popolare di orgoglio nazionale.

 A tal proposito  sarei curioso di assistere alle scelte delicate e tempestive che avrebbe  intrapreso Renzi se fosse stato al posto di Craxi quella notte.
Sono convinto che  si sarebbe recato in aeroporto con Benigni e, oltre a terroristi e mediatori avrebbe consegnato persino qualche carabiniere che   si era permesso di puntare il fucile contro i soldati americani, e anche se fosse stato inopportuno e fuori luogo avrebbe ripetutamente asserito…“ce lo chiede l’Europa”.

Prova evidente di una ragione ben distante dalla natura filantropa dello scandalo Italiano è sicuramente riscontrabile in quella stranissimo risvolto che ha decretato, proprio nel momento in cui si stava giungendo a intrecci globali con le prime apparizioni di influenti  nomi dell’alta finanza e corporations, un affievolimento  e la successiva conclusione della “linea dura”. Se le inchieste, attraverso confessioni, automatismi e duro lavoro, penetrano in ambienti di altissimo rischio nei quali di certo non si parla il siciliano di Riina, enormi boati risolvono la questione, eroi come Falcone e Borsellino ne sono testimoni.

Mani pulite ha semplicemente illuso e truffato il popolo Italiano che nella richiesta di curare la propria politica si è ritrovata deturpata del paese stesso; con mani pulite  hanno strumentalizzato la magistratura, che agendo in buona fede e per un interesse comune è rea solo di non aver intuito lo scopo ultimo di tale operazione, ritrovandosi con poteri e suggerimenti concessi da occulte collaborazioni che agivano esclusivamente per conto di interessi apolidi.

Quali sono gli aspetti positivi di quella epocale manovra giudiziaria?
Le innumerevoli condanne e il conseguente annientamento della vecchia politica che seppur macchiata da abusi e reati, ostacolava duramente e concretamente il progetto di uno stato-impresa in cui i cittadini sarebbero mutati in clienti.

Tutt’oggi la corruzione dilaga indisturbata e illegittimi finanziamenti a istituti di credito privati, vengono definiti con il nome di DECRETI.
Non esiste più la presenza di gente di stato ma un susseguirsi di emissari di multinazionali che, servendosi della politica, proliferano i loro affari.

 La sciagura profetizzata da Craxi è giunta.
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