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Il comico è uno di quei mestieri che alla lunga stanca..
Anche per Benigni è la stessa storia:

un tempo, almeno ai miei occhi, appariva simpatico e geniale, un provocatore con la capacità di apparire sano e comico nonostante spesso usasse termini forti.
Lo ricordo sempre affiancato da personaggi noti alla cultura popolare, da Renzo Arbore alla Carrà.
Ricordo in particolar modo il suo legame forte  con Massimo Troisi e confesso di aver versato qualche lacrima per la poesia che gli ha dedicato dopo la morte:

“Non so cosa teneva “dint’a capa”,intelligente, generoso, scaltro,per lui non vale il detto che è del Papa,morto un Troisi non se ne fa un altro.
Morto Troisi muore la segreta arte di quella dolce tarantella, ciò che Moravia disse del Poeta io lo ridico per un Pulcinella.
La gioia di bagnarsi in quel diluvio di “jamm, o’ saccio, ‘naggia, oilloc, azz!”era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz.
“Non si capisce”, urlavano sicuri, “questo Troisi se ne resti al Sud!”
Adesso lo capiscono i canguri, gli Indiani e i miliardari di Holliwood! Con lui ho capito tutta la bellezza di Napoli, la gente, il suo destino, e non m’ha mai parlato della pizza,
e non m’ha mai suonato il mandolino. O Massimino io ti tengo in serbo fra ciò che il mondo dona di più caro, ha fatto più miracoli il tuo verbo di quello dell’amato San Gennaro”.

La scena epica con la Carrà, chi non la ricorda, un misto di comicità, imbarazzo e spontaneità..

Appena avevo la fortuna di vederlo in tv, non riuscivo a cambiar canale.
I suoi film con Troisi, tutti visti, che Benigni !!

Da Dante in poi, inizio a non seguirlo più, ho l’impressione di vedere un Benigni cambiato, diverso; un oratore non un comico, le sue apparizioni sembrano comizi senza alcun richiamo alla sua potente spontaneità.
Mi dissocio assolutamente da qualsiasi teoria che tanti definiscono con il nome di “complottistica” ma qualcosa è cambiato, non c’è dubbio.
Nel 2011 , incuriosito da ciò che sentivo in giro, vado a rivedere il suo monologo sull’unità.. non dimenticherò mai la voce di mio nonno che posto alle mie spalle mi sussurrò <era meglio quando parlava della “pucchiacca”>, e già, è finito il Roberto del popolo.
Un escalation di eventi  sono la chiara evidenza della sua volontà di mettere da parte la sua vocazione,  dedicandosi completamente ad altro; comizio al parlamento europeo,  Bibbia, Costituzione e per finire  chiare espressioni di  volontà politiche; a me, non fa ridere più.
Questa mattina, mentre mi reco al lavoro,  apprendo la notizia della sua  partecipazione alla cena che si terrà presso la casa bianca (il tempio della anticomicità) in serata con Renzi & Co, credo che Benigni comico sia finito schierandosi apertamente dalla parte dei tristi che spesso, si ritrovano ad impugnare la statuetta degli oscar.

Anche Massimo da lassù si starà chiedendo:

“Robè, ma ch’ stai cumbinann’ ”

Trovi sia cambiata la comicità di Benigni ?

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